Marcello Perrotta (Squinzano, Lecce), 22 luglio 1938 – Firenze, 17 marzo 2008) è uno psicologo, psicoterapeuta, ipnologo e sessuologo italiano. È conosciuto per il contributo alla diffusione della sessuologia clinica in Italia e per l’attività svolta nell’ambito della giustizia minorile e della formazione sociosanitaria.
Biografia
Dopo la laurea in Giurisprudenza, Perrotta avvia la propria attività professionale nei Centri per Minori di Lecce e presso la Casa Penitenziaria Minorile di Catanzaro, maturando una significativa esperienza in ambito educativo e pedagogico. L’interesse per la psicologia lo conduce successivamente a conseguire una seconda laurea sotto la guida di Cesare Musatti.
Alla fine degli anni Sessanta si trasferisce a Firenze, dove dirige il Centro di recupero minori presso il Dipartimento per la Giustizia Minorile della Toscana, collaborando con il magistrato Gian Paolo Meucci. In seguito, assume l’incarico di dirigente della Salute Mentale dell’allora USL 10/F di Scandicci (Firenze).
Nel medesimo periodo approfondisce la sessuologia clinica frequentando la scuola di Giorgio Abraham a Ginevra, collegata agli studi di Helen Singer Kaplan a Palo Alto (California). Da queste esperienze matura il progetto di introdurre e diffondere la sessuologia clinica in Italia.
Nel 1982 fonda a Firenze l’Istituto Internazionale di Sessuologia – Istituto di Ricerca e Formazione (I.I.S.–I.R.F.), struttura dedicata alla promozione della ricerca clinica e alla formazione di operatori sociosanitari e professionisti dell’ambito psicologico e sessuologico. Per circa vent’anni ricopre il ruolo di codirettore dell’Istituto, contribuendo allo sviluppo dei programmi scientifici e coordinando le attività formative nei settori della consulenza sessuale, della sessuologia clinica e della metodologia dell’educazione sessuale. Parallelamente organizza e dirige corsi di aggiornamento e specializzazione per enti pubblici e privati, con particolare riferimento ai temi dell’abuso minorile, della mediazione, della perizia psicologica e dei disturbi del comportamento alimentare.
Con particolare riferimento alla fenomenologia criminosa dell'abuso sessuale sui minori, inaugurò, tra i primi in Italia, percorsi di formazione specialistica destinati a psicologi, psichiatri e neuropsichiatri infantili quali figure professionali chiamate ad intervenire nei procedimenti penali in materia, in quanto nominati periti del giudice o consulenti tecnici del Pubblico Ministero o Ausiliari di Polizia Giudiziaria. Obiettivo dei corsi era quello di fornire le competenze tecnico-professionali necessarie per l'espletamento dell'incarico, nonché quelle interdisciplinari per la gestione delle relazioni con tutte le risorse informative e operative, pubbliche e private, che collaborano in ogni contesto territoriale in funzione della tutela dei minori vittime.
Sempre come dirigente della Salute Mentale dalla USL 10/F , visto il crescere della richieste delle interruzioni volontarie di gravidanza e la scarsa diffusione della contraccezione, ha avuto l'idea innovativa di proporre incontri di educazione sessuale nelle scuole, impostando i progetti attraverso la costruzione preliminare di alleanze fra gli adulti di riferimento, incontrando i presidi di alcuni istituti, i docenti e i genitori degli alunni coinvolti. Tale esperienza ha comportato il confronto con le idee anche contrarie e con gli atteggiamenti oppositivi di chi non riconosceva e ostacolava tali iniziative, inaugurando un modello di contrattazione e co-costruzione che accoglieva e superava, attraverso la dialettica scientifica costruttiva, le eventuali resistenze. Gli incontri di educazione sessuale venivano gestiti nelle classi da un Team multidisciplinare formatosi presso l'Istituto I.I.S.-I.R.F. supervisionato nella sua prima sperimentazione, divenendo poi modello accreditato di metodologia dell'educazione sessuale.
Perrotta partecipa alla fondazione dell’Ordine degli Psicologi della Toscana, ricoprendone in seguito anche il ruolo di segretario.
Nel corso degli anni contribuisce all’organizzazione e alla partecipazione ai congressi annuali promossi dall’ I.I.S.– I.R.F. in collaborazione con la Società Italiana di Sessuologia Clinica, pubblicando articoli, saggi e partecipando al Comitato Direttivo della Rivista di Scienze Sessuologiche, organo della Società Italiana di Sessuologia Clinica.
Il ricordo (dal Corriere Fiorentino)
La sua prematura scomparsa è ricordata dalla giornalista Manuela Kalivaci nella rubrica Vite vissute del Corriere Fiorentino, nel contributo dal titolo L’uomo che guardava dal basso in alto (tutti), che contiene la seguente testimonianza, riportata integralmente:
“I bambini imparano ciò che vivono. Se un bambino vive nell'incoraggiamento impara ad aver
fiducia. Se un bambino vive nella lealtà impara la giustizia. Marcello Perrotta doveva averlo
capito da piccolo che per crescere bene, e nel bene, bisogna pensare positivo. Anche se non aveva mai incontrato un’insegnante come Dorothy Law Nolte. Al tribunale dei minori e al centro per la giustizia minorile si batteva per ridare ai piccoli ospiti una speranza. Riabilitazione era la parola chiave. Meglio che detenzione, più che rieducazione. Il dottor Perrotta, una laurea in giurisprudenza, sapeva di aver ragione. E i suoi ragazzi, quelli che riuscì a riportare sulla retta via, lo testimoniano. Quante soddisfazioni. Prese una seconda laurea in psicologia e andò in Svizzera per specializzarsi. Rientrato a Firenze fondò l'istituto di formazione psicoterapeutica e la prima clinica in Italia di sessuologia. Un esempio per chiunque ritenga che nessuno ha diritto di guardare un uomo dall'alto in basso. A meno che non debba aiutarlo a rialzarsi. Perrotta era fatto così.”